Atto I: Avarizia - Personaggi principali

James Murphy

A dispetto della classica aria da "bello e dannato", James Murphy è un ex sacerdote cattolico.
Fin dall'adolescenza interpreta il sacerdozio con austerità, fermezza e con grande fedeltà verso i dogmi della Chiesa. Tutto cambia quando assieme al suo mentore, il vescovo Dellerio, si reca in missione in un villaggio africano. A pochi mesi dal suo arrivo, Dellerio viene rapito da un gruppo di guerriglieri in circostanze misteriose. James resta solo e in lui inizia a maturare un senso di disprezzo nei confronti di un Vaticano stranamente disinteressato alla ricerca del vescovo rapito; tutto questo provoca rimorsi di coscienza tanto grandi nel giovane sacerdote, da portarlo a una decisione radicale: James, tornato in Santa Sede al termine del periodo africano, si spoglia dell'abito talare e torna negli Stati Uniti per completare gli studi in medicina e servire a suo modo il Signore.
Le esperienze in Africa e in corsia gli hanno donato un senso del pratico e una capacità di reagire alle emergenze che non facevano parte della sua natura pacata e riflessiva.




Cristoforo Ardemagni

Cristoforo è un amico molto stretto di James. Con lui ha iniziato a servire in Vaticano, ma alle dipendenze del cardinale Brehmen.
Cristoforo ha scoperto la sua vocazione da giovanissimo e la sua fede, anche quella nell'istituzione della Chiesa, è incrollabile. Le sue discussioni con James sono sempre state lunghissime: entrambi partivano dalle stesse analisi, ma l'approccio di Cristoforo è sempre stato più controllato, soprattutto per la sua convinzione di poter cambiare le cose dall'interno. A questo proposito, la sua voglia di "innovazione" è sempre stata frenata dal suo superiore Brehmen, che ne condivideva la sostanza, ma non le modalità di messa in atto. Il suo motto era infatti: «Tutto a tempo debito».
Cristoforo è una persona molto sensibile, allegra e conviviale. Ha sempre il sorriso sulle labbra e ama la compagnia. Il suo umorismo non è certo il massimo e la vicinanza a Brehmen ha contribuito negli anni a renderlo leggermente più formale e distaccato nei rapporti. L'unica stravaganza che si concede è il taglio di capelli...




Mario

Il robusto barman di fiducia di James.
Romano verace, molto colorito in ogni sua espressione, Mario conosce sempre qualcuno a cui rivolgersi per qualsiasi problema, in qualsiasi ambito. E nessuno sa come sia possibile. Anche per questo si rivelerà un aiuto prezioso per James, offrendosi spesso come risolutore di problemi di vario genere: dalla riparazione dell'automobile, alla riscossione di un favore da qualche suo amico.
Ha 43 anni, è sempre molto allegro (e scansafatiche) ed è alto un metro e 77 per circa 95 chili.




Atto II: Ira - Nuovi personaggi

Silvia

Poco si conosce di questa donna. Si sa che è una ragazza attraente, di età non superiore ai 28 anni, eppure nessuno è capace di descriverla chiaramente. é conosciuta come 'Silvia', ma potrebbe essere solo un alias. Ciò che è evidente è che evita di parlare quando può e, se proprio deve, lo fa in modo diretto e pungente, a volte sfacciato, ma sempre ostentando gran sicurezza.
Il perchè di tutto questo probabilmente non lo sa nessuno e la vita di Silvia resta un mistero per i pochi che la incrociano sul proprio cammino...




Card. Hans Brehmen

Prefetto della Congregatio pro Doctrina Fidei e personalità di spicco all'interno della curia, Brehmen è uno dei cardinali più vicini al Papa. Da tutti noto come inflessibile sostenitore della dottrina più conservatrice, è un infaticabile lavoratore ed esempio di un codice morale integerrimo. Sul finire degli anni '70 entrò in forte contrasto con il vescovo Paul Marcinkus, presidente dello IOR nel periodo più losco della banca vaticana. Nonostante questo, sono in molti a ritenere che Brehmen conoscesse molte più cose di quanto avesse dato a vedere.
I suoi rapporti con James sono molto tormentati, dato che Murphy lo ritiene responsabile dello scarso impegno del Vaticano nella ricerca del suo mentore Dellerio. Attualmente il cardinale tedesco è il diretto superiore di Cristoforo.




Maurizio Tarso

Conosciuto dai più come "Massimino" per la somiglianza con un malavitoso degli anni '70, è il boss di una non meglio precisata organizzazione criminale Romana. Le sue origini sono umili, è il più piccolo dei cinque figli di un anziano meccanico. Ha sempre inseguito il lusso, tentando di vestire alla moda, anche se i suoi abiti erano dei falsi o dei capi rubati. Negli ultimi anni la sua organizzazione, per lo più dedita all'estorsione e al traffico di armi, si è notevolmente ingrandita e Massimino oggi può far sfoggio di auto di grossa cilindrata, gioielli e ha addirittura rilevato diversi bar e un night club.
Il suo braccio destro al momento è un uomo conosciuto come "Er Marchese", un ex buttafuori ben noto alle forze dell'ordine romane.